Punto.
Per quelli che seguivano questo Tumblr incostante: mi sposto e ricomincio da qui.
È un uomo scialbo, l’avvocato G.
Scialbo, sradicato e insicuro. Alto alto, con la fronte lucida e sfuggente, la faccia rosa senza zigomi né mento, cadente come i fianchi di un’anziana mucca magra , senza stile, con due occhi marroni tristi e soli.
Un uomo a cui la moglie ha tagliato le palle. Un uomo che non è un uomo, ma un marito figlio padre mancato, brillante professionista e disastro di infelicità repressa.
Un uomo che non rispetta le regole della seduzione perché non le conosce.
Un uomo pericoloso, quindi, sia come oggetto di passione che di amore.
Pericoloso per sé e gli altri.
Le altre.
È la pelle la protagonista di questa storia: pelle chiara, delicata, che si arrossa e infiamma facilmente. Pelle sensibile e sensuale, pelle che si irrita e brucia, pelle da curare e assaggiare.
A fior di pelle, sotto la pelle.
Il terremoto abruzzese è stato una sorta di 11 settembre italiano, usato dai governanti per unificare la nazione e far crescere una seconda generazione di conformisti (la prima nacque nelle case modello di Milano 2 e nelle prime televisioni commerciali che vennero offerte ai felici inquilini dei verdeggianti quartieri recintati). Lo scopo è l’accentramento-privatizzazione del potere e il primato dell’esecutivo, come nelle guerre antiterroriste dell’amministrazione bush, sul potere giudiziario, su quello legislativo e sui cervelli del singolo cittadino ridotto a utente-consumatore di notiziari deformati e di false rassicurazioni. Nello stato d’eccezione è l’autorità a fare la legge, non il contrario.
- Barbara Spinelli, prefazione al libro di Marco Travaglio “Colti sul fatto” (Garzanti)
Prima Legge di Godwin/Vieniviaconme: “mano a mano che una discussione su Saviano si allunga, la probabilità di essere accusato di essere un comunista snob si avvicina ad 1″.
Seconda Legge di Godwin/Vieniviaconme: “la probabilità di essere accusato di essere un comunista snob in una discussione su Saviano entro i primi dieci turni di parola è praticamente identica sia che lo critichi, sia che lo elogi”.
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Leggi qua: “Reductio ad Berlusconium”
Io Paola Caruso non la conosco. Scopro oggi che è una collaboratrice del Corriere della Sera a contratto da sette anni. Non ha un posto fisso, insomma, come milioni di persone in questo paese. Ha però un posto, ed è un posto da collaboratore al Corriere della Sera, di quelli che tantissimi desidererebbero. Pur essendo RCS un grande editore, un’azienda con le dimensioni e il piglio di un ministero, è sempre un editore che vende tanta tanta carta. Per quanto possano essere inefficienti e cattivi, operano in un campo che sappiamo essere effettivamente in crisi in tutto il mondo.
Paola Caruso a quanto pare si aspettava di essere la prossima in fila…
Sciopero della fame e della sete, le prime 24 ore.
Mi sento un po’ debole, ma sto bene. Oggi al telefono ho sentito qualche collega. Nessun altro. Al giornale lo sanno tutti e la direzione tace. Bene.
Spero che la mia protesta rappresenti la battaglia d’inizio di una guerra, la guerra dei precari che non accettano più di essere trattati da reietti.
Non so se riuscirò a far sentire la mia voce. Ci provo.